Come migliorare le condizioni del terreno

Restituisci fertilità al suolo stanco

Ispirazioni / Guida all'utilizzo / How to

22/09/2021

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Vale su piccola e su larga scala, per il terreno dell’orto di casa così come per il terreno agricolo in campagna. Con il passare degli anni la produzione diminuisce: la causa è la perdita di fertilità del suolo, tecnicamente chiamata “stanchezza del terreno”. Qui, dopo aver spiegato in cosa consiste, parleremo di come prevenirla e di come rigenerare un suolo ormai esaurito.

La stanchezza del terreno agricolo e dell’orto

Iniziamo con una definizione: per “struttura del terreno” si intende il modo in cui le particelle elementari solide che lo compongono (limo, argilla, sabbia) sono organizzate nello spazio. La proporzione tra questa parte solida e la porosità (i “vuoti”) del suolo ti dà un indizio sulla sua fertilità: sul fatto cioè che permetta più o meno facilmente alle radici di svilupparsi; ai microrganismi di vivere; all’aria, all’acqua e ai nutrienti in essa disciolti di circolare.

Un terreno non è più fertile quando le sue caratteristiche fisico-chimiche sono deteriorate, vale a dire quando ha perso porosità (cioè risulta compattato) e quando ha poca sostanza organica. Una situazione che si traduce in meno disponibilità di elementi nutritivi e ossigeno; persistenza nel suolo di tossine (le sostanze allopatiche emesse dalle piante tramite le radici per difendere il proprio “spazio vitale”, in particolare tra gli ortaggi da parte di peperoni, patate e solanacee in genere); aumento anomalo dei patogeni (non più tenuti a freno dagli altri organismi terricoli).

Invece, cosa influisce positivamente sulla struttura del terreno? Diversi fattori, tra cui la sostanza organica – che in linea di massima porta sempre un miglioramento – e la fauna micro e macro, come i lombrichi che scavano gallerie, mescolano sostanza organica e materiale inorganico etc.

Come prevenire la perdita di fertilità del terreno

Il detto “Prevenire è meglio che curare” vale anche nel giardinaggio e in agricoltura. Perciò, prima che si manifestino i sintomi della stanchezza, fai il possibile per salvaguardare la fertilità del terreno. Ecco come:

  • Adotta la rotazione delle colture, facendo attenzione alle specie più soggette ai parassiti.

  • Non lasciare il suolo nudo ma semina colture da sovescio oppure cover crops (colture da copertura): ne parliamo più in dettaglio nel prossimo paragrafo.

  • Concima solo quando necessario e senza esagerare, preferendo i concimi organici.

  • Evita lavorazioni del terreno troppo intense e fai in modo di non compattare il terreno.

La rotazione delle culture consiste nel variare, anno dopo anno, le specie coltivate su una certa superficie seguendo un ciclo di 3-4 anni. Vale per il terreno agricolo ma anche per l’orto. Significa non coltivare su una porzione di terra lo stesso ortaggio più volte consecutive, ma piantare verdure scelte, ad esempio, tra famiglie botaniche differenti o in base alle diverse esigenze nutritive.

Per la concimazione organica puoi usare letame o compost maturi, con cui reintegri gli elementi chimici utili per le piante (come azoto, fosforo, potassio) e ripristini la sostanza organica mineralizzata nel corso del tempo. La sostanza organica infatti aiuta un suolo impoverito a:

  • Assicurare una riserva di macro e micronutrienti per le piante.

  • Mantenere la varietà degli organismi (biodiversità) che vivono al suo interno.

  • Essere meno compatto e più poroso.

  • Aumentare la permeabilità, migliorando così il drenaggio ed evitando il ristagno d’acqua.

  • Permettere lo scambio gassoso con l’atmosfera.

  • Trattenere meglio l’umidità.

  • Stabilizzare il pH (a proposito qui trovi il nostro articolo su come acidificare il terreno).

Puoi produrre direttamente il compost con il compostaggio domestico: ecco la guida al compost fai da te, che si conclude con le istruzioni per costruire una compostiera da giardino.

Da un lato la lavorazione del terreno è indispensabile per rigenerare un suolo stanco, perché ne aumenta la porosità e l’ossigenazione e incorpora la sostanza organica che aggiungi. Dall’altro, rovesciando il suolo sottosopra con una lavorazione profonda, rischi di interrare lo strato più fertile portando in superficie quello inerte o, comunque, di alterarne l’equilibrio. Allora conviene usare attrezzi che rimescolano la terra, come la motozappa o il motocoltivatore, e quando possibile optare per una lavorazione con attrezzi manuali come la vanga, la forca, la zappa e il rastrello.

Il viavai delle persone e il movimento degli attrezzi per la lavorazione del terreno comprimono il suolo. Evita quindi di calpestare il terreno coltivato, predisponendo e usando il più possibile dei passaggi dedicati. Inoltre, alla lunga, l’uso della motozappa o del motocoltivatore può creare la cosiddetta “suola di lavorazione”, un livello compatto sotto lo spessore della terra lavorata.

Come trasportare tutto il materiale e l’occorrente per prenderti cura del terreno in giardino o in campagna? Per spostare senza fatica pesi e volumi ingombranti l’alternativa alla classica carriola è la motocarriola oppure il carrello per trattorino, da agganciare al tuo trattorino tagliaerba.

Come rigenerare un suolo non più fertile

Un terreno stanco, cioè non più fertile, deve recuperare elementi nutritivi, fauna attiva e caratteristiche fisico-chimiche ottimali. La cura non è il riposo – lasciato scoperto infatti il suolo perde ulteriormente fertilità – ma coltivare con cover crops o a sovescio. Sono tecniche usate in agricoltura che puoi impiegare nell’orto, anche nel periodo autunno-invernale quando, magari per buona parte, è incolto.

Le cover crops, cioè le colture di copertura, funzionano un po’ come una “pacciamatura viva”. In pratica sono specie erbacee che vengono piantate non per essere raccolte ma per proteggere il suolo e arricchirlo, apportando nutrienti e rendendolo più poroso (grazie a radici folte che lo decompattano in profondità). Le specie da seminare sono le leguminose (ad esempio trifoglio, erba medica, fave), le graminacee (avena, segale, orzo etc.), le brassicacee/crucifere (come colza, senape, rucola). Il sovescio è una variante delle cover crops in cui le colture vengono trinciate o sfalciate e poi interrate sul posto, funzionando così da concime organico.

A proposito di orto, qui trovi una serie di approfondimenti: dalla guida alla preparazione dell’orto (che illustra in dettaglio la lavorazione del terreno) alla panoramica su come funziona il lavoro nell’orto (influsso di luna e stagioni, come organizzare le colture, concimare e irrigare). Infine i consigli stagionali su come mantenere sano l’orto d’inverno e come proteggere l’orto dal caldo.

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