Come eseguire la potatura dell’acero

tecniche e periodi migliori

Ispirazioni / Guida all'utilizzo / How to

22/11/2019

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Gli aceri sono molto diffusi tra Europa, Asia e Nord America: ne esistono più di 200 specie con differenti caratteristiche. Li puoi ammirare sotto forma di arbusti e alberi più o meno alti – alcune specie arrivano a 40 m – con foglie caduche dalle sagome anche piuttosto diverse. Ciò che, però, accomuna vari tipi di acero è lo spettacolo che le loro foglie offrono in autunno: un’esplosione di gialli, arancioni e rossi. In alcuni paesi, come Stati Uniti e Giappone, il foliage degli aceri è addirittura un’attrazione turistica.

Anche in Italia, tra specie autoctone e non, gli aceri sono molto presenti, anche come piante ornamentali: in particolare l’acero campestre, l'acero negundo (o acero americano), l'acero palmato (conosciuto anche come acero giapponese). Proprio per l’eleganza del portamento e la bellezza delle foglie – che in autunno si incendiano di rosso bordeaux –, l’acero giapponese è spesso usato come punto focale dei giardini.

Come fare la potatura dell’acero? È opportuna o no una potatura drastica per l’acero? Ma qual è il periodo migliore per potare un acero? Ci sono momenti dell’anno sconsigliati? Seguici, ne parleremo in questo articolo.

La potatura dell’acero

Come per gli altri alberi, anche con l’acero fai la potatura per:

  • Contenere le dimensioni della pianta: questo è ancora più vero in città dove gli spazi, già limitati, vanno spartiti con altri alberi, recinzioni, edifici etc.
  • Alleggerirne la chioma: riduci il numero dei rami per rendere l’acero fitto al punto giusto, così che tutta la vegetazione sia il più possibile esposta a luce e aria. In una chioma troppo folta, infatti, c’è il rischio che si crei quell’ambiente buio e umido ideale per il proliferare dei parassiti.
  • Rinnovare la vegetazione: ogni anno l’acero sviluppa i nuovi rami allontanandoli sempre più dal tronco, quindi è necessario tagliare i rami vecchi per fare spazio ai nuovi in modo tale, però, che questi ultimi non espandano eccessivamente la chioma.
  • Alzare le parti basse della chioma, se sono d’intralcio.
  • Eliminare polloni e succhioni, rami che sottraggono risorse al resto della pianta.

 

Per l’acero le potature drastiche sono sconsigliabili: come per le altre piante, piuttosto che fare raramente dei tagli molto invasivi è meglio che tu faccia tagli piccoli e più frequenti.

Come sai, per potare puoi scegliere tra diversi accessori per potatura: seghetti manuali, seghetto telescopico, troncarami o cesoie professionali come la Universal con lama in acciaio, battuta curva e manico in alluminio, per potare rami spessi fino a 2,5 cm.

Per potare più velocemente o se devi intervenire sui rami più grossi, puoi usare una motosega elettrica o a scoppio. Una motosega piccola come la MT 3710 ad esempio è perfetta se l’acero è di piccole/medie dimensioni.

Se invece la pianta è più grande, meglio optare per una motosega da potatura come la MTT 2500, piccola e leggera, per tagli di precisione anche in tree climbing. Guardala all’opera qui.

Come potare l’acero: le tecniche da usare

Puoi avere la necessità di potare l’acero per eliminarne le parti attaccate da parassiti oppure per sistemare i danni causati da eventi atmosferici o da errori di potatura.

A parte queste situazioni specifiche, di solito su alberi d’acero adulti fai potature di mantenimento.

In tutti questi casi si tratta di combinare le operazioni base della potatura: il taglio dei rami per l’intera lunghezza e l’accorciamento dei rami (fino a 1/3). Per entrambe è essenziale un’attenta scelta del punto dove tagliare e di quale ramo eliminare o lasciare. Dunque:

  • Tieni come riferimento il collare, cioè il punto d’attacco tronco/ramo o ramo/ramo laterale.
  •  Taglia sopra il collare e non danneggiarlo, cioè non fare tagli a filo del tronco o del ramo destinato a rimanere.
  • Taglia a 1-3 cm dal collare e non lasciare un moncone: si secca e diventa una via d’accesso per vari tipi di organismi nocivi.
  • Accorcia i rami con la tecnica del “taglio di ritorno”, cioè taglia in corrispondenza delle biforcazioni tra i rami e fai in modo che il ramo che lasci sia, per diametro, almeno 1/3 rispetto a quello che elimini.
  • Taglia per intero, oltre a polloni e succhioni, i rami secchi, danneggiati, cresciuti in una direzione indesiderata, troppo vicini al tronco/ad altri rami o che creano ostacolo.

 

Per contenere il volume della chioma dell’acero:

  •  riduci la lunghezza dei rami più vecchi con tagli di ritorno invece di accorciare i rami più giovani: quest’ultima operazione, infatti, incentiva la pianta a produrre ancora nuovi rami. Al contrario, se la pianta è poco vigorosa, accorcia i rami giovani per stimolarla a produrre vegetazione.
  • Alleggerisci la vegetazione rimuovendo per intero rami morti e rami poco funzionali giovani e non (vedi i rami eliminabili all’ultimo punto dell’elenco qui sopra).

 

Per rinnovare la vegetazione:

  • sfrutta il lavoro di alleggerimento della chioma
  • accorcia i rami più vecchi con tagli di ritorno.

Il periodo migliore per la potatura dell’acero

Per la potatura dell’acero giapponese o palmato, così come per quella dell’acero campestre e dell’acero negundo, è opportuno intervenire solo se necessario, con tagli misurati e nei periodi corretti dell’anno.

Qual è il periodo ottimale per la potatura dell’acero? In generale è consigliabile fare la potatura durante il riposo vegetativo delle piante, dopo che le foglie sono cadute e prima che le gemme sboccino: per le caducifoglie come l’acero vuol dire tra inizio novembre e fine febbraio.

Da metà autunno a metà inverno, inoltre, è un buon periodo anche perché i parassiti sono meno attivi e il rischio che l’albero, indebolito dai tagli, venga attaccato è più basso. Per non creare danni da gelo sulle superfici di taglio, è comunque meglio che eviti di tagliare quando è troppo freddo.

L’acero tende ad avere una ripresa vegetativa precoce: a fine inverno la linfa inizia a scorrere abbondante e, se le giornate sono particolarmente soleggiate e calde, può germogliare e fiorire in anticipo. In questo caso, una potatura fuori tempo può causare perdita di linfa dai tagli, con difficoltà di cicatrizzazione e stress fisiologico per la pianta.

Se puoi tagliare i rami secchi tutto l’anno, è invece sconsigliabile potare nei momenti più delicati per le piante:

  • Da marzo in poi: oltre alla ripresa vegetativa anticipata tipica dell’acero, di cui abbiamo appena detto, tieni conto che durante l’apertura delle gemme gli alberi investono moltissima energia per produrre germogli, foglie, fiori.
  • Prima o durante la caduta delle foglie: considera che anche questa fase richiede energia, in un momento in cui è, di per sé, scarsa.

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