Recupero dell'acqua piovana: ecco come farlo al meglio

Ottimizzi la risorsa, non sprechi e risparmi

Ispirazioni / Guida all'utilizzo / How to

13/09/2023

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

L’idea di una giornata di pioggia ti deprime? Se tuttavia fosse l’occasione per fare scorta d’acqua da sfruttare in vari modi, grazie a un sistema di raccolta dell’acqua piovana, l’idea forse ti risolleverebbe l’umore.

La pioggia è una risorsa gratuita che può garantire una certa autosufficienza idrica. Non grava sulla bolletta, permette di non sprecare acqua potabile quando non è necessaria, ti dà autonomia dall’acquedotto (almeno in parte) e in caso di restrizioni dovute alla siccità (vincoli d’orario per innaffiare con acqua potabile, divieto di impiegarla per lavare l’auto etc.).

L’acqua potabile è una risorsa di alta qualità perché viene appositamente prelevata dalle falde, trattata e distribuita nelle case. È destinata al consumo umano e farne un uso diverso significa sprecarla: per irrigare, così come per lavare l’auto, il vialetto e via dicendo è sufficiente una risorsa “meno pregiata” ma disponibile in natura come l’acqua piovana. Acqua che, debitamente purificata, potrebbe essere impiegata perfino in casa, per usi domestici (scarico del water, lavatrice e altro).

L’acqua è indispensabile per la nostra stessa vita ma è una risorsa limitata. Ciascuna persona nel proprio piccolo, con un comportamento responsabile, può fare la differenza nell’utilizzarla in modo parsimonioso ed efficiente. Oggi vedremo come predisporre un sistema di raccolta dell’acqua piovana fai da te per annaffiare l’orto e il giardino.

Come realizzare un sistema di raccolta per l’acqua piovana

L’acqua meteorica non è potabile ma va bene per irrigare, anzi è l’acqua migliore: pura (teoricamente è priva di sali minerali, gas disciolti etc.) e a temperatura ambiente (decanta in un contenitore per qualche tempo). Un eccesso di sali – cloro e calcio in particolare, presenti nell’acqua di rubinetto – infatti non è salutare per le piante. La temperatura – mai troppo fredda ma simile a quella del terreno, specie d’estate – è invece importante affinché non patiscano shock termici.

I componenti base di un sistema di raccolta dell’acqua piovana sono:

  • Superficie di captazione

  • Sistema di convogliamento

  • Serbatoio di accumulo

  • Sistema di distribuzione

La superficie di captazione è l’area di raccolta dell’acqua sotto forma di pioggia, neve etc.: il tetto della casa o del garage si presta perfettamente a questo scopo. Oltre che dalle precipitazioni medie annuali della tua zona, la quantità d’acqua che puoi raccogliere dipende sia dalle dimensioni che dalla conformazione e dal materiale del tetto stesso.

Il sistema di convogliamento porta l’acqua dalla superficie di captazione al serbatoio, là dove viene immagazzinata: conviene sfruttare le grondaie e i pluviali (rispettivamente canalette orizzontali e tubi verticali del tetto) esistenti. Prima che arrivi al serbatoio puoi filtrarla per eliminare foglie, pezzetti di rami etc. che trascina nel suo percorso. Decantando nel serbatoio di accumulo, l’acqua poi lascia depositare sul fondo anche le impurità più fini.

In commercio trovi robusti serbatoi per l’acqua piovana da esterni, in genere di polietilene. Ne esistono di diverse forme: i più diffusi sono quelli rigidi a barile, cubici, cilindrici, ma ce ne sono anche di pieghevoli, da montare e smontare all’occorrenza. Scegli la capacità del serbatoio in base alle precipitazioni, alla superficie di captazione e al fabbisogno d’acqua. Il fabbisogno dell’orto e del giardino dipende dal clima, dall’andamento meteo, dal tipo di terreno, dalle piante che coltivi e dall’estensione da innaffiare. Nella scelta del serbatoio per la raccolta dell’acqua per l’irrigazione tieni conto anche dello spazio che hai a disposizione per collocarlo, meglio se in un punto riparato e poco visibile.

Affinché l’acqua piovana passi dal pluviale al serbatoio di raccolta, procurati un travasatore o un apposito kit di collegamento. Il travasatore è un elemento in metallo da applicare al pluviale con filtro antifoglie integrato e uno sportello che, una volta aperto, funge da canaletta che devia il flusso dell’acqua nel serbatoio. Il kit, di solito in plastica, è invece formato da un raccordo che fissi al pluviale (dotato di filtro e scarico di troppo pieno) e da un collettore che congiunge il raccordo al serbatoio.

Un serbatoio per la raccolta dell’acqua piovana è dotato di almeno un rubinetto, che serve sia a riempire l’annaffiatoio che ad alimentare un tubo per irrigazione. Va rialzato da terra in modo che, per caduta, l’acqua immagazzinata abbia una pressione sufficiente per fuoriuscire e, eventualmente, scorrere lungo il tubo per irrigazione. Puoi costruire una solida base d’appoggio a secco (senza malta) con blocchi di calcestruzzo o mattoni.

Per realizzare un semplice sistema di distribuzione dell’acqua con irrigazione a goccia, stendi sul terreno un tubo per irrigazione in prossimità delle piante, collegalo al serbatoio, chiudilo con un tappo di fine linea all’estremità opposta, infine foralo in corrispondenza delle piante. Se la pressione per caduta non è sufficiente a convogliare l’acqua oltre a una determinata lunghezza del tubo, puoi servirti di una motopompa. Quando ci sono lunghe distanze da coprire, per trasportare senza fatica non acqua ma pesi e materiali ingombranti viene in aiuto la motocarriola.

Con la motopompa non è necessario un serbatoio di raccolta dell’acqua piovana per innaffiare, la usi anche attingendo da un corso d’acqua o da una canaletta di irrigazione. Trovi tutti i dettagli per preparare la motopompa in questo articolo su come irrigare l’orto.

Oltre al recupero dell’acqua piovana fai da te

Fare un uso consapevole della risorsa acqua significa da un lato ottimizzarne l’impiego, dall’altro risparmiarla ed evitare gli sprechi. Oltre a installare un sistema di raccolta e riuso dell’acqua piovana a beneficio di orto e giardino, puoi adottare diverse tattiche per coltivare con meno acqua possibile. Una di queste è lavorare bene il terreno – con attrezzi a mano o con la motozappa – prima di seminare e piantare. Quando l’acqua scarseggia ecco cos’altro puoi fare per proteggere l’orto dal caldo.

La motopompa non serve solo per irrigare, ma anche per spostare volumi d’acqua da un punto all’altro, ad esempio quando bisogna svuotare e riempire la piscina o il laghetto. Per entrambi puoi sfruttare l’acqua piovana che, in particolare per la piscina, va prima depurata grazie ad appositi sistemi di filtraggio. Inoltre con la motopompa puoi drenare un terreno, uno scavo, un allagamento etc. (ecco come usare la motopompa con acque sporche).

La raccolta e il riuso dell’acqua piovana, per innaffiare l’orto e per altri usi domestici e non, sono una declinazione dell’autosufficienza. Un’altra declinazione è l’autoproduzione del cibo, in cui è proprio il raccolto dell’orto ad avere un ruolo centrale.

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