Come gestire il sottofila del vigneto senza erbicidi

Se gli erbicidi chimici sono semplici e veloci da applicare, duraturi nell’effetto ed economici, è altrettanto vero che un uso eccessivo o scorretto può causare una serie di problemi, anche di tipo ambientale, come la contaminazione di terreno e acque (falde acquifere, fiumi etc.). In passato il diserbo chimico totale del vigneto era consueto, oggi gli erbicidi chimici sono ancora adottati, specie per la fascia di terreno sotto ciascun filare di viti (sottofila), o in situazioni specifiche.
Nel vigneto la gestione del suolo ha un impatto diretto sul suolo stesso, inteso come risorsa non rinnovabile. Quali sono allora le alternative al diserbo chimico per gestire il suolo in vigna? Sono l’inerbimento, la lavorazione e la pacciamatura: ne parleremo in questo articolo concentrandoci sul sottofila.
La gestione del suolo nel vigneto
La gestione del sottofila rientra nella gestione del suolo del vigneto, con cui controlli le erbe infestanti in modo da ridurne la concorrenza nei confronti delle viti per acqua e sostanze nutritive, migliorare il microclima (umidità, luminosità etc.) nella parte bassa delle piante e facilitare i lavori in vigna. Oltre a controllare le malerbe, con la gestione del suolo bilanci quantità e qualità dell’uva, conservi/migliori le proprietà del terreno – cioè la sua fertilità – e ne limiti la degradazione. Il suolo è infatti un sistema complesso che si deteriora ad esempio per erosione, compattamento, impoverimento di sostanza organica, perdita di biodiversità.
La scelta di come gestire il suolo dipende da una serie di fattori, tra cui dimensioni del vigneto, se è in piano o in pendenza, caratteristiche del terreno, clima, varietà ed età delle viti, quanto sono vigorose (cioè quanti tralci, foglie, grappoli producono), forma d’allevamento, tipi di malerbe presenti, tempo e risorse che puoi dedicare alla sua cura. Ovviamente riguarda l’intera vigna, nel complesso dei suoi sottofila e interfila (gli spazi tra i filari delle viti).
Nel sottofila la gestione del suolo è cruciale e la scelta più delicata sia perché è il punto in cui le infestanti competono direttamente con le viti, sia perché c’è il rischio concreto di danneggiare le piante con l’attrezzatura che impieghi.
Si tratta quindi di trovare la modalità di gestione più adatta al tuo vigneto, anche diversificando le tecniche tra sottofila e interfila. In ogni caso ti consigliamo di lavorare con terreno in tempera – non troppo umido né secco – in modo da facilitare l’operazione ed evitare di compattarlo se è bagnato (in particolare se è argilloso), o viceversa di sollevare molta polvere se è asciutto. Nel caso sia prevista pioggia, ti conviene rinviare perché stimola la rapida ricrescita delle infestanti. Ora concentriamoci sulle diverse tecniche di gestione del sottofila.
La gestione dei sottofila del vigneto con inerbimento
L’inerbimento è una forma di consociazione tra vite e specie erbacee spontanee o seminate (se opti per l’inerbimento artificiale con specie selezionate). È totale se copre tutti gli interfila e i sottofila del vigneto, oppure parziale se è circoscritto agli interfilari. È permanente se viene mantenuto tutto l’anno, oppure temporaneo se è limitato al periodo autunno-invernale (consigliato nelle zone poco piovose).
Gestisci l’inerbimento con tagli periodici dell’erba, lasciando lo sfalcio sul posto. In un piccolo vigneto familiare nel sottochioma puoi farlo con decespugliatore, trinciaerba o trinciatutto. Se l’inerbimento del vigneto è totale puoi fare un primo passaggio negli interfila con trattorino a scarico laterale o trattorino tagliatutto e poi rifinire vicino alle piante con il decespugliatore. In alternativa anche il trinciatutto è adatto per sfalciare gli interfilari. Puoi servirti di decespugliatore o di tagliatutto perfino quando la vigna è su un terreno ripido.
La gestione dei sottofila del vigneto con inerbimento:
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Controlla lo sviluppo delle erbe infestanti.
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Salvaguarda il suolo dall’erosione.
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Migliora la fertilità del terreno apportando sostanza organica, stimolando gli organismi terricoli etc.
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Previene il compattamento del suolo e facilita l’accessibilità nella vigna.
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Aumenta la biodiversità dell’ambiente vigneto.
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È più economica e veloce della lavorazione del terreno (di cui diremo tra poco).
In primavera con la prima trinciatura dell’erba nel vigneto puoi triturare anche i sarmenti lasciati dalla potatura invernale. Una volta triturati, i resti di potatura vanno interrati con la motozappa, apportando così ulteriore sostanza organica e minerali.
Fai attenzione alla competizione tra inerbimento e viti, in particolare per l’acqua, specie se vivi in un’area dove le piogge sono scarse o se il suolo del vigneto è molto drenante (sabbioso). La competizione regola il vigore delle piante a favore della qualità dell’uva, ma non deve essere esasperata. Le operazioni di sfalcio/trinciatura possono danneggiare i fusti delle viti: per prevenire le lesioni provocate dal filo del decespugliatore puoi montare su questo un apposito distanziatore metallico. Altrimenti puoi rivestire i fusti con protezioni ad hoc: ne parleremo a proposito di lavorazione del sottofila.
La lavorazione dei sottofila del vigneto
La lavorazione del suolo è in pratica un “diserbo meccanico”, una tecnica ancora molto usata che puoi adottare per l’intero vigneto o i soli sottofila. Per fare una lavorazione leggera che smuova il terreno senza rivoltarlo o sminuzzarlo, lungo i filari di viti di un piccolo vigneto puoi utilizzare la zappa oppure fresare con motozappa o motocoltivatore.
La lavorazione del suolo lungo le file del vigneto:
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È efficace contro le malerbe, in particolare contro le annuali.
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Se apporti dei fertilizzanti (sostanza organica, concime etc.) li incorpora nel terreno.
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Rende più disponibili i nutrienti.
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Rende il suolo più soffice e permeabile, migliorando l’infiltrazione e la ritenzione dell’acqua piovana e/o di irrigazione.
La lavorazione del sottofila è quindi una buona soluzione per un vigneto poco o mediamente vigoroso. È utile anche per ottimizzare l’uso della risorsa acqua, perciò adatto a zone poco piovose. Inoltre la lavorazione del terreno può essere la forma di gestione del suolo preferibile nei primi anni di vita del vigneto.
Fai attenzione a:
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Danni al fusto e/o alle radici delle viti: sono un potenziale ingresso per parassiti e malattie.
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Rischio di erosione del terreno, in particolare se il vigneto è in pendio.
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Suola di lavorazione: con il movimento rotatorio della fresatura, ripetuta sempre alla stessa profondità, tende a formarsi uno strato compatto, cioè impermeabile.
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Infestanti perenni: si diffondono anche tramite rizomi, bulbi etc. che, spezzettati dalla lavorazione, possono propagarle.
Per quanto riguarda i fusti delle viti, puoi ripararli da urti e ferite con appositi shelter – in commercio ne trovi di vari materiali e forme – o avvolgendoli con dei comuni tubi di plastica. Queste protezioni sono utili anche nel caso il sottofila non abbia il terreno nudo ma sia inerbito.
La pacciamatura lungo i sottofila del vigneto
La pacciamatura lungo i filari di viti è un’alternativa alla lavorazione del suolo e all’inerbimento, che puoi considerare a sua volta una “pacciamatura viva”. Consiste nel coprire il terreno del sottochioma con materiali naturali o sintetici. Ad esempio l’erba dello sfalcio degli interfilari e i resti della potatura invernale trinciati per ottimizzare le risorse del vigneto stesso, oppure compost, corteccia sminuzzata, paglia. I materiali naturali sono poco duraturi, ma forniscono alla terra sostanza organica. In alternativa puoi stendere dei teli di plastica, tessuto non tessuto o materiale biodegradabile (meno durevoli rispetto agli altri ma non danno problemi di smaltimento).
La pacciamatura lungo i sottofila del vigneto:
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È efficiente nel controllo delle infestanti.
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Conserva l’umidità e la struttura del suolo.
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Favorisce lo sviluppo rapido delle viti.
La pacciamatura del sottofila può essere una buona soluzione nei vigneti appena impiantati e in vigne con piante molto ravvicinate, in cui è difficoltoso mettere in pratica le altre tecniche di gestione del suolo.
Fai attenzione se il vigneto si trova in pendio con filari che seguono il senso della pendenza (sistemazione a rittochino): in questa situazione la pacciamatura può facilitare l’erosione del terreno. Se il suolo soffre di ristagno idrico può amplificare il problema, con relative conseguenze per le viti.
Se opti per una pacciamatura del sottofila fatta con lo sfalcio, il decespugliatore munito di lama per erba taglia lasciando l’erba intera. Se per pulire gli interfilari usi un trattorino a scarico laterale, hai già il vantaggio di depositare l’erba vicino alle file delle viti.
La gestione del suolo influisce sulla salute delle viti, quindi sulle condizioni con cui affrontano i loro nemici. In questi articoli te ne presentiamo alcuni fra i principali, insieme ai rimedi per debellarli: oidio, botrite e cocciniglia farinosa.
Concludiamo proponendoti dei focus a tema sulle forme d’allevamento della vite, su come impiantare un vigneto a spalliera e su come concimare il vigneto.
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