Come curare al meglio l'olivo: consigli, trattamenti e potatura

Concimare, potare, affrontare parassiti e malattie

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

25/11/2022

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

L’olivo (Olea europaea) è una longeva pianta sempreverde molto diffusa nel bacino mediterraneo. Viene coltivato ad albero, ma spontaneamente ha un portamento cespuglioso. È resistente e adattabile sia rispetto al clima che al suolo, infatti tollera il caldo (anche sopra i 40°C) ed è in grado di vivere su terreni poco fertili.

Pur essendo resistente e adattabile ha però bisogno di cure per evitare malattie, perdita dei frutti, alternanza produttiva (il succedersi di annate produttive e improduttive) etc., in particolare se coltivi l’olivo non tanto come pianta ornamentale, ma per produrre olio o olive da tavola. In questo articolo faremo una panoramica su come curare l’olivo attraverso le operazioni base: concimazione, potatura e difesa da parassiti e malattie.

Concimazione dell’olivo

Anche se passa per una pianta frugale, l’olivo va concimato per restituire al suolo le sostanze nutritive che assorbe. La concimazione di fondo con letame o compost maturi è il primo passo per assicurargli una buona riserva di nutrienti. È la concimazione che fai preparando il terreno con la motozappa o con una macchina agricola prima della messa a dimora dell’olivo e mescolando il concime alla terra di scavo delle buche al momento dell’impianto. Tale riserva va integrata una volta all’anno (di solito in autunno) distribuendo compost, letame o stallatico pellettato sul terreno, nell’area della proiezione della chioma. Tieni conto che anche i residui della potatura, triturati con il trinciasarmenti sul posto, contribuiscono a concimare l’oliveto. Lo stesso vale per l’erba sfalciata negli oliveti inerbiti.

Invece di lasciare i residui di potatura nell’oliveto, puoi farne compost: ecco come produrre il compost fai da te. Rimanendo in tema, qui trovi il nostro articolo sulla fertilità del terreno.

Tra i vari benefici che apporta, l’inerbimento aiuta a mantenere in buone condizioni nutritive il terreno dell’oliveto fornendo sostanza organica, rendendo più disponibili i nutrienti etc. É un sistema di gestione del suolo, a seconda dei contesti, alternativo o che può accompagnare la lavorazione del terreno. Le superfici inerbite, in modo naturale o con specie erbacee scelte apposta, vanno comunque sfalciate con regolarità impiegando ad esempio il trinciasarmenti, il trattorino o il decespugliatore e lasciando l’erba tagliata sul posto a decomporsi.

L’inerbimento è una tecnica agronomica diffusa anche nei vigneti e frutteti. Qui ti proponiamo un approfondimento su come piantare un frutteto.

Potatura dell’olivo

La potatura dell’olivo è un intervento indispensabile non solo se ti occupi di olivicoltura, ma anche se hai un piccolo oliveto o un singolo esemplare ornamentale in giardino. A seconda dell’età della pianta la potatura ha obiettivi prevalenti diversi:

  • Far assumere ai giovani olivi la forma d’allevamento voluta, in pratica la forma della chioma, per coltivarli ad albero: a vaso (la più diffusa per l’olivicoltura in Italia), globo, monocono, forma libera etc. Questa è la potatura d’allevamento o formazione e viene fatta nei primi 3-4 anni dalla messa a dimora dell’olivo.

  • Mantenere la forma delle piante; garantirsi ogni anno un buon raccolto di qualità; far sì che la chioma sia ben illuminata e arieggiata per prevenire parassiti e malattie; facilitare i lavori nell’oliveto: in questo caso si tratta della potatura di produzione e riguarda gli olivi adulti e produttivi.

  • Allungare la vita produttiva delle piante più vecchie e ritardarne la senescenza.

Sulla chioma di un olivo abbandonato a sé, non potato, i succhioni (rami verticali vigorosi nella parte interna della chioma) prendono il sopravvento sul resto della vegetazione. La pianta quindi tende ad ammalarsi più facilmente (perché la parte bassa della chioma rimane meno illuminata e arieggiata) e a produrre ad anni alterni.

In che periodo fare la potatura l’olivo? La potatura d’allevamento va fatta in primavera/estate. Quella di produzione in inverno/inizio primavera, quando il clima si fa mite e non c’è più il pericolo di gelate, ma prima della fioritura: dunque tra gennaio e marzo/aprile, a seconda della zona dove vivi. Invece con la potatura dell’olivo nel periodo estivo (luglio/agosto) puoi tagliare i polloni e i succhioni (nell’olivo, come nelle altre piante, i polloni sono germogli vigorosi che nascono alla base del tronco).

Potare con misura permette alle piante di mantenere il giusto equilibrio sia tra lo sviluppo della chioma e delle radici, sia tra l’attività vegetativa e la produzione delle olive. Al contrario, una potatura drastica nell’olivo provoca lo sviluppo di molti polloni e succhioni e un calo nella produzione di frutti. Fare una potatura bilanciata significa tagliare ogni anno al massimo il 20-30% della chioma impiegando attrezzi manuali, a motore (come la motosega da potatura) o pneumatici, sia “standard” che telescopici, cioè con cui puoi lavorare da terra, senza scala (come il potatore).

Se non è possibile lasciare sul posto o compostare i resti della potatura, ecco come smaltire i rifiuti vegetali.

Malattie dell’ulivo e altri problemi

Anche se l’olivo è poco soggetto alle malattie, può essere colpito sia da patologie fungine che batteriche. Le principali malattie dell’ulivo causate da funghi sono l’occhio di pavone o cicloconio (una delle infezioni più gravi), la cercosporiosi, la lebbra delle olive e la fumaggine. Contro l’occhio di pavone applica trattamenti a base di rame con l’atomizzatore. Gli stessi trattamenti sono efficaci contro la lebbra e la cercosporiosi. La fumaggine va combattuta agendo contro gli insetti, come cocciniglie e afidi, che producono la melata di cui si nutrono i vari funghi responsabili della malattia.

Nell’oliveto infatti alcuni insetti possono essere causa diretta e indiretta di danni: è il caso della cocciniglia mezzo grano di pepe, della cocciniglia cotonosa dell’olivo, della mosca dell’olivo e della tignola dell’olivo.

La rogna dell’olivo è invece una batteriosi, veicolata principalmente dalla mosca dell’olivo. Contro la rogna dell’olivo non ci sono trattamenti. Puoi attivare una difesa preventiva con potature misurate, eliminazione dei rami infetti, disinfezione dei tagli e degli attrezzi da potatura, protezione delle ferite da potatura, lotta contro la mosca dell’olivo.

In generale puoi prevenire malattie e infestazioni di insetti adottando alcune attenzioni, come potare per non far infittire oltremodo la chioma, proteggere i tagli da potatura, non esagerare con le concimazioni azotate così che la vegetazione non si sviluppi troppo, evitare i ristagni d’acqua.

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