La mia vita in campagna: come vivere di autoproduzione

Risparmio, autonomia, sostenibilità

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

13/09/2023

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Autoproduzione alimentare è produrre in autonomia quanto serve al proprio fabbisogno di cibo. Si tratta di uno stile di vita che puoi adottare con gradualità e che, in base al vissuto personale – finora hai abitato in città o in campagna? –, può rivelarsi un cambiamento più o meno radicale. Nell’intraprendere questa strada si intrecciano varie motivazioni: non solo risparmiare sulla spesa, ma anche nutrirsi meglio, salvaguardare le risorse del pianeta, migliorare la qualità di vita.

Autoprodurre in casa significa anche recuperare il saper fare dimenticato nel giro di una generazione dal dopoguerra in avanti, quando si sono andati perdendo il contatto con la terra e il legame con l’origine degli alimenti. Quel saper fare che ci rende dipendenti dal supermercato e da tutta la filiera a monte. L’autoproduzione del cibo può essere il primo passo verso una forma più ampia di autosufficienza (energetica, idrica etc.), che idealmente può toccare ogni aspetto della quotidianità. In questo articolo troverai alcuni spunti sull’argomento e su come iniziare a fare autoproduzione coltivando orto e alberi da frutto.

Cosa significa autosufficienza alimentare in pratica

Se è difficile pensare di essere autosufficienti al 100%, lo è pure restringendo il campo all’autoproduzione totale del solo cibo: è inimmaginabile produrre tutto in proprio ma anche limitarsi a mangiare soltanto quanto si produce da sé. L’autoproduzione alimentare è perciò un obiettivo a cui tendere con la possibilità di fissare, con una giusta dose di realismo, dei traguardi progressivi.

Vediamo cosa dovrebbe contenere una dispensa perché l’organismo possa assumere un po’ tutti i principi nutritivi di cui necessita per mantenersi in salute (carboidrati, proteine etc.):

  • Verdure e legumi: li coltivi in orto.

  • Frutta: la raccogli nel frutteto.

  • Cereali: grano, farro e simili richiedono una buona disponibilità di terreno.

  • Olio: un oliveto ha bisogno di tempo per diventare produttivo.

  • Zucchero: puoi sostituirlo con miele, che puoi procurarti allevando api.

  • Uova, latte, carne: consumarli implica allevare animali, coltivare quanto serve per nutrirli, avere spazio per farli pascolare e via dicendo (significa anche ucciderli, cosa che non tutte le persone si sentono di fare). Quindi una dieta non esclusivamente a base vegetale richiede molto più terreno.

  • Vino: è il risultato di un lungo lavoro che comincia nella vigna e si conclude in cantina.

È un’ipotesi di dispensa, variabile a seconda dei gusti e del tipo di dieta che segui (onnivora, vegetariana o vegana). Non abbiamo elencato il formaggio e gli altri latticini, i prosciutti e gli insaccati, il caffè, il cioccolato e molti altri alimenti e bevande che si portano in tavola ogni giorno. È chiaro quindi che autoproduzione alimentare non significa solo produrre da sé il più possibile, ma anche procurarsi le altre provviste attraverso lo scambio e l’acquisto critico, ossia attento all’impatto sociale e ambientale di ciò che compri, ad esempio preferendo i piccoli produttori locali.

Coltivare orto e frutteto per l’autoproduzione di cibo

Anche se l’orto e il frutteto da soli non bastano per l’autoconsumo, coltivarli è forse il passo più semplice per cominciare a fare autoproduzione alimentare e conquistare un po’ di autonomia dal supermercato. Compatibilmente con il clima della tua zona, con un orto ben organizzato produci per molti mesi all’anno, così da avere sempre qualche verdura da gustare fresca. Ciò che non consumi subito va trasformato per poterlo conservare: l’estate in particolare è la stagione in cui fare scorta di ortaggi che diventeranno passate, conserve sottolio e sottaceto... L’orto è inoltre una miniera di materia prima per produrre il compost e ottenere, da scarti, risorse preziose da restituire alla natura.

Per quanto riguarda il frutteto l’ideale è impiantarne uno misto, con vari tipi di alberi che fruttificano in momenti diversi. In questo modo la produzione non si concentra in un breve periodo e riduci il rischio di perdere il raccolto in caso di imprevisti o avversità (gelate, grandinate, malattie etc.). Considera la multifunzionalità di molte piante che producono piccoli frutti (ribes, rosa canina e molti altri): prediligono le esposizioni meno appetibili (in mezz’ombra) e possono essere utili come siepi. Con le eccedenze del frutteto prepari confetture, succhi e così via. Oltre a tutto questo il frutteto ti fornisce legna da ardere per il caminetto, scarti legnosi per farne cippato o pellet per la stufa e materiale da compostare. Sul tema puoi leggere come recuperare i rifiuti verdi.

La campagna circostante o il bosco poi regalano frutti, erbe spontanee commestibili, funghi, legna e molto altro. La chiave per vivere di autoproduzione è coltivare l’orto e il frutteto in modo razionale. Vanno progettati scegliendo le piante non solo in base al proprio gusto e alla facilità di coltivazione, ma soprattutto considerando la resa, il suolo occupato, la conservabilità del raccolto (mele, cipolle, legumi, patate e zucche ad esempio si conservano per mesi). Vitale poi per l’autoproduzione alimentare è organizzarsi per trasformare ciò che non si consuma nell’immediato preparando conserve, essiccando, congelando e confezionando sottovuoto. Tutt’altro che superfluo, poi, è evitare una cucina monotona ingegnandosi tra i fornelli, specie nei periodi in cui l’orto e gli alberi da frutto offrono una scelta limitata.

Cosa serve per iniziare a coltivare l’orto e il frutteto

Se l’area prescelta per coltivare va liberata dalla vegetazione puoi adoperare il decespugliatore o la trincia per fare piazza pulita di erbacce, sterpi, piccoli arbusti, alberelli. Se arbusti e alberi hanno tronchi più consistenti ricorri alla motosega.

Per preparare il terreno dell’orto e del frutteto puoi servirti di attrezzi manuali come vanga, zappa, rastrello o, ancora meglio, a motore come la motozappa. Carriola o motocarriola sono invece d’aiuto per trasportare materiali pesanti o voluminosi: terra, concime, piante, attrezzi, legna e molto altro.

Le cure colturali servono a gestire al meglio l’orto e gli alberi da frutto, anche dal punto di vista della qualità e quantità del raccolto. Operazioni essenziali dunque, tanto più se sono alla base della tua autonomia alimentare, per le quali puoi servirti di:

  • Motopompa per portare l’acqua necessaria a irrigare là dove la fonte d’approvvigionamento manca o è lontana. Sul tema dai un occhio all’articolo su come recuperare l’acqua piovana.

  • Attrezzi da potatura manuali (come cesoie, troncarami, seghetti, svettatoi) oppure a motore (motosega da potatura o potatore).

  • Decespugliatore o motozappa per gestire gli interfilari del frutteto.

  • Atomizzatore per applicare prodotti specifici, come i trattamenti contro parassiti e malattie.

Ti proponiamo qui sotto una raccolta di articoli con le informazioni base per coltivare l’orto:

Di seguito invece trovi gli articoli dedicati a frutteto, vigneto e oliveto:

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