Piante da giardino sempreverdi: potatura, trattamenti e cura

Scegli e cura le piante vive tutto l’anno

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

27/04/2022

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Al contrario delle caducifoglie le piante sempreverdi non perdono le foglie tutte in una volta – all’arrivo della brutta stagione, nei nostri climi – ma le rinnovano via via entro alcuni anni, che variano a seconda della pianta. In genere sono alberi e arbusti, ma possono essere anche piante rampicanti. Puoi sfruttare le sempreverdi anche per impiantare una siepe.

In giardino infatti le sempreverdi compongono una trama vegetale permanente, viva tutto l’anno, anche quando le altre piante si spogliano per il riposo vegetativo. La natura le ha dotate di foglie robuste, tessuti resistenti al freddo, capacità di garantirsi sempre un minimo di fotosintesi. Esistono anche sempreverdi erbacee – come l’iperico o la pervinca –, ma oggi ci concentreremo sulle piante da giardino sempreverdi intese come alberi (conifere in particolare), arbusti e rampicanti.

Quali sempreverdi per il tuo giardino?

Secondo la forma delle foglie gli alberi da giardino sempreverdi si distinguono in aghifoglie e latifoglie. Molte conifere hanno foglie ad ago o a scaglie: sono cioè aghifoglie che, con l’eccezione del larice, sono tutte sempreverdi. Ecco alcuni esempi di conifere per il tuo giardino: abeti, cipressi, falso cipresso, pini, tasso, tuie. Invece le sempreverdi latifoglie, con foglie larghe e piatte, fanno spesso parte della macchia mediterranea, come l’ulivo e l’alloro.

I sempreverdi non sono solo alberi – piante con un tronco da cui, a distanza dal terreno, hanno origine i rami – ma anche arbusti, che hanno un tronco non ben distinto e rami piuttosto vicini al suolo. La differenza non è sempre così netta: alcuni arbusti possono essere allevati come alberi e viceversa.

Tra gli arbusti sempreverdi da giardino ne trovi diversi da usare come siepe: Berberis, bosso, camelia, eleagno, fotinia, ginepro, lauroceraso, lavanda, ligustro, Mahonia, piracanta, pitosforo, rododendro, tasso, viburno.

Un altro consistente gruppo di sempreverdi sono le rampicanti, piante che si sviluppano veloci arrampicandosi a muri, sostegni o altra vegetazione grazie a vari meccanismi (viticci, uncini etc.). Tra le rampicanti sempreverdi ricordiamo Akebia quinata, Bignonia, Bougainvillea, alcune varietà di caprifoglio, clematide, gelsomino, falso gelsomino, fico rampicante, edera, Passiflora, Plumbago.

Quando fare la potatura delle sempreverdi

In generale la potatura delle sempreverdi è poco impegnativa. Per quanto riguarda le conifere, infatti, potando ti limiti a tagliare i rami secchi, rotti, malati, deboli e quelli mal orientati. Il periodo giusto per la potatura dell’abete e delle altre conifere è la fine dell’inverno. Scopri le particolarità della potatura del pino e dell’abete in questo articolo sulla potatura del pino di Natale.

Per mantenere la geometria e una superficie regolare, le conifere tipicamente impiegate come siepi formali (cioè con una sagoma regolare, squadrata), ad esempio il tasso e le tuie, vanno spuntate di un paio di centimetri ogni 10-15 cm di crescita. La frequenza di taglio dipende dal ritmo con cui crescono le piante.

Sugli arbusti sempreverdi oltre a fare pulizia dai rami secchi, malati o rotti (rimonda) a fine inverno, nella tarda primavera e a fine estate (maggio/settembre) con tagli all’apice dei rami infoltisci la vegetazione. In linea di massima ciò vale per gli arbusti sempreverdi usati sia per le siepi formali, sia per le figure più elaborate (stiamo parlando di ars topiaria).

Anche gli arbusti sempreverdi con forma libera (cioè non geometrica) non richiedono grossi interventi di potatura: oltre alla rimonda di fine inverno, in tarda primavera e a fine estate puoi fare una potatura di contenimento per mantenere le piante entro un certo volume. Puoi potarli tra fine inverno e inizio primavera per rinforzarne i rami, ma non se si tratta di piante a crescita rapida e vigorosa come il lauroceraso.

In linea di massima anche le rampicanti sempreverdi richiedono una potatura misurata, che elimini i rami secchi, rotti, malati, vecchi, deboli, in eccesso o posizionati male. Il periodo ideale per la potatura di queste sempreverdi è fine inverno/inizio primavera (regola generale con delle eccezioni: il falso gelsomino, per esempio, va potato in primavera/tarda estate).

A proposito di gelsomino: ne esistono diverse varietà tra sempreverdi e semisempreverdi (che perdono le foglie solo parzialmente) ed è sensibile al freddo, perciò va riparato: ecco i nostri suggerimenti per proteggere le piante dal freddo.

A seconda delle dimensioni dei rami da tagliare, del tipo di sempreverde e del lavoro da fare, per potare puoi servirti di attrezzi da potatura manuali – come cesoie, seghetto e troncarami – oppure di tagliasiepi, motosega o potatore telescopico. Mai come quando si pota bisogna indossare l’abbigliamento protettivo più opportuno: verifica qui i dispositivi di protezione individuale per i vari attrezzi da giardinaggio.

Tagliasiepi e motosega sono attrezzi da taglio indispensabili nel kit per la manutenzione del verde di chi ha la passione del giardinaggio (non solo dei giardinieri professionisti): ne abbiamo parlato a proposito di giardinaggio fai da te, di scelta della motosega da potatura più adatta e di tagliasiepi elettrico, a batteria o a scoppio.

Le altre cure per le piante sempreverdi

Siepi, arbusti e alberi da giardino sempreverdi vanno concimati periodicamente da giovani e da adulti. Fai la concimazione delle siepi, così come delle altre sempreverdi, in autunno/inverno (tra ottobre e dicembre, evitando i periodi di gelo) per restituire fertilità al terreno, le cui sostanze nutritive sono state sottratte dalle piante per emettere nuova vegetazione, fiorire etc. durante l’anno. In particolar modo per le siepi la concimazione è importante perché le piante vivono in uno spazio ristretto, il cui terreno è destinato a impoverirsi più del normale.

Usa concime organico come letame o compost maturi o prodotti in pellet (a proposito di compost, ecco come farlo da te). In primavera, invece, puoi concimare le sempreverdi con fertilizzanti minerali a base di azoto, fosforo e potassio (NPK) per aiutarle a sviluppare la vegetazione.

La concimazione organica è un toccasana per la stanchezza (perdita di fertilità) del suolo: in questo articolo puoi approfondire come prevenirla e come migliorare le condizioni del terreno.

È vero che le conifere tendono a seccarsi all’interno della chioma perché la vegetazione nuova cresce esternamente, ma potrebbero nascondere una malattia in corso. Perché il pino o l’abete è secco e che rimedi ci sono?

Il disseccamento delle punte e il disseccamento e la caduta della parte interna della chioma possono essere causati da carenza d’acqua, altri stress ambientali o malattie fungine. In quest’ultimo caso la chioma della pianta va trattata con sali di rame.

E se fosse la siepe a essere secca? Anche in tal caso la ragione può essere una malattia fungina: il rimedio per la siepe malata (più spesso una conifera piuttosto che latifoglia) è la poltiglia bordolese, che puoi applicare sia come trattamento preventivo che curativo.

Le siepi sempreverdi possono essere attaccate da insetti come afidi e cocciniglie. I danni estetici possono essere dovuti anche a patine bianche: per esempio l’oidio – frequente nel lauroceraso, l’oidio è causato da funghi e va trattato con prodotti a base di zolfo – o la melata prodotta dalla metcalfa. Inoltre quest’ultima, insieme ad afidi, cocciniglie etc. – contro cui puoi usare olio minerale o prodotti naturali –, attira specie fungine che provocano la fumaggine (una patina nera che compromette la fotosintesi della pianta colpita).

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