Marciumi radicali e funghi del prato in primavera

I marciumi radicali, e in generale le malattie fungine o crittogamiche, colpiscono un po’ tutte le piante: da orto e aromatiche, da frutto, ornamentali (sia da fiore, che arbusti e alberi). Non fa eccezione l’erba del prato, che si ammala soprattutto proprio a causa dei funghi, molto meno per virus e batteri.
I funghi sopravvivono nell’erba malata, nel terreno o nel feltro che si ammucchia sul prato. Al momento propizio si attivano, invadono i tessuti delle piantine d’erba e se ne nutrono danneggiandole. Diffondono le spore che, trasportate da acqua, vento, attrezzatura per tagliare l’erba, scarpe etc., raggiungono altre piantine innescando ulteriori infezioni.
Le malattie fungine del prato non si sviluppano a causa del solo patogeno: sono necessarie insieme un’erba indebolita e delle condizioni ambientali favorevoli (al fungo). Se il prato non è in buona salute cade più facilmente vittima delle malattie causate da funghi. L’ambiente e gli errori nella gestione del manto erboso facilitano l’insorgenza di malattie crittogamiche: basta pensare a temperature miti/calde (o gelo d’inverno), umidità persistente, terreno argilloso o compattato (che facilita il ristagno idrico), taglio dell’erba troppo basso o alto, sfalcio infetto non raccolto, presenza di feltro spesso.
In questo articolo parleremo delle malattie crittogamiche, compresi i marciumi radicali, che aggrediscono il prato in primavera. Il periodo che va da marzo a giugno, infatti, è critico perché il rischio di infezioni aumenta all’aumentare di temperature e umidità, diventando massimo nei mesi estivi centrali.
I principali funghi che colpiscono il prato in primavera
Dopo aver descritto per sommi capi il ciclo vitale dei funghi che infettano il prato e aver definito quali fattori li assecondano, indichiamo le principali malattie fungine primaverili del tappeto erboso. Per ciascuna trovi il patogeno, i sintomi, le condizioni e il periodo in cui si sviluppa.
Filo rosso
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Fungo responsabile: Laetisaria fuciformis.
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Quando: da aprile a maggio (si presenta anche in autunno).
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Come riconoscerlo: sul prato compaiono chiazze scolorite grosso modo circolari (per questo potresti confonderla con la macchia a dollaro); sulle foglie (cioè i fili d’erba) riconosci dei filamenti rosa-rossi (è il fungo stesso). Il danno è sostanzialmente estetico: non interessa le radici né il colletto dell’erba.
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Condizioni favorevoli: temperatura 15-24°C, carenza di azoto, carenza di potassio, terreno povero e compatto.
Macchia a dollaro o dollar spot
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Fungo responsabile: Clarireedia homeocarpa (conosciuto anche come Sclerotinia homeocarpa).
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Quando: da maggio a settembre.
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Come riconoscerla: sul prato osservi macchie scolorite tondeggianti di 1-3 cm che si raggruppano, anche allargandosi in ampie aree danneggiate. Non compromette le radici né il colletto ma le foglie.
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Condizioni favorevoli: temperatura 15-30°C, umidità alta, bagnatura prolungata dell’erba, carenza di azoto, carenza d’acqua.
Malattie fogliari o macchie fogliari, elmintosporiosi e altri nomi
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Fungo responsabile: diversi funghi, in particolare dei generi Helminthosporium e Drechslera.
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Quando: primavera (si manifestano anche in autunno).
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Come riconoscerle: i sintomi variano in base al patogeno. In genere il prato si scurisce e si dirada; sulle foglie d’erba si formano macchie marroni, quindi l’infezione si espande alla parte bassa delle piantine provocando anche marciume radicale, con appassimento irreversibile. Potresti confonderle con un danno da siccità.
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Condizioni favorevoli: temperatura 12-21°C, umidità alta, ventilazione scarsa, luce scarsa, eccesso/carenza di azoto, carenza di potassio, terreno compatto, presenza di feltro, taglio troppo basso.
Pythium chiamato anche direttamente marciume radicale
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Fungo responsabile: funghi del genere Pythium.
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Quando: da maggio a settembre.
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Come riconoscerlo: sul prato vedi macchie tondeggianti di 3-15 cm, a volte ricoperte da una massa biancastra (è il fungo); le piantine d’erba sono scure e viscide, in seguito si seccano. Le macchie possono unirsi in aree molto estese. È una malattia fungina del prato distruttiva e a diffusione rapida che provoca marciume radicale.
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Condizioni favorevoli: temperatura 25-35°C, umidità alta, ristagno idrico, ventilazione scarsa, eccesso di azoto, carenza di calcio, terreno non drenante, prato già malato.
Macchia bruna
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Fungo responsabile: Rhizoctonia solani.
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Quando: da maggio a ottobre.
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Come riconoscerla: sul prato compaiono macchie marroni tondeggianti di 10-30 cm fino a oltre un metro, che possono raggrupparsi in chiazze più ampie; le foglie si scuriscono e poi seccano. Provoca marciume radicale. Tipico è l’alone grigio visibile intorno alle macchie in giornate molto umide e senza sole (rivela il fungo che avanza).
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Condizioni favorevoli: temperatura 22-30°C, umidità alta, ventilazione scarsa, eccesso di azoto, irrigazione eccessiva, terreno non drenante o compatto, presenza di feltro, taglio troppo basso.
Ruggine
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Fungo responsabile: funghi del genere Puccinia.
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Quando: in genere tra settembre e ottobre, ma può manifestarsi anche in primavera.
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Come riconoscerla: il prato si colora di arancione; sulle foglie d’erba appaiono macchie gialle che diventano pustole giallo-arancioni (sono le spore del fungo). Il danno è essenzialmente estetico: non interessa le radici, ma di solito il fusto. Non è una malattia fungina del prato grave, ma se trascurata o prolungata può indebolirlo.
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Condizioni favorevoli: temperatura 20-30°C, umidità alta, bagnatura prolungata dell’erba, luce scarsa, carenza di azoto, carenza d’acqua, prato alto, sfalcio non raccolto.
Come curare le malattie fungine e i marciumi radicali del prato
Pur limitandoci alla stagione primaverile abbiamo visto che le malattie del prato causate da funghi sono numerose e alcune – come il pythium e la macchia bruna – provocano marciumi radicali. Cosa fare dunque per salvaguardare il prato? Il primo passo è fare attenzione alle anomalie che possono manifestarsi, per esempio macchie più o meno grandi o regolari, alterazioni del colore, chiazze secche. Confronta i sintomi che osservi con delle fotografie di riferimento – online oppure su libri e riviste specializzati – e con la stagione in corso. Valuta quindi la temperatura e l’umidita, e le condizioni generali del prato (se magari è in sofferenza per concimazioni o tagli scorretti).
Una diagnosi empirica di questo tipo può bastare per dare un nome alla malattia in atto e intervenire con una cura adeguata, cioè un fungicida specifico per tappeto erboso e per la malattia crittogamica individuata. Nel caso del filo rosso e della ruggine, invece, può essere già sufficiente distribuire del concime azotato a pronto effetto.
Per intervenire in tempo è indispensabile riconoscere la fitopatia il prima possibile. Purtroppo nel caso del temibile pythium, per la rapidità con cui si propaga e l’entità dei danni che provoca, la cura risulta poco efficace e la difesa migliore diventa la prevenzione (di cui parleremo a breve).
Una volta che la diagnosi è chiara procedi con la cura:
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Non tagliare né calpestare il prato, per non diffondere il fungo nelle zone sane.
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Sospendi ogni attività sull’area infetta: irrigazione, fertilizzazione e via dicendo.
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Applica, ad esempio con una pompa a spalla, il fungicida per tappeto erboso seguendo le istruzioni del prodotto (dosi, tempi etc.). Di solito va distribuito sull’erba asciutta: se è bagnata puoi asciugarla con il soffiatore.
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Non tagliare, né irrigare o calpestare l’erba per il tempo necessario.
Una volta che il prato ha superato la malattia fungina:
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In caso di danni permanenti rigenera le aree danneggiate dai funghi del prato, ad esempio con una trasemina o una risemina localizzata.
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Tratta tutto il prato (anche la parte non intaccata dal fungo) con prodotti che stimolano le difese dell’erba.
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Correggi la gestione del prato in ciò che può aver agevolato lo sviluppo della malattia: irrigazione, taglio, nutrizione in particolare per ciò che riguarda azoto e potassio (di seguito, nella sezione dedicata alla prevenzione, trovi alcune indicazioni di base).
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Riduci le zone d’ombra, in particolare per evitare l’insorgenza di malattie fogliari e ruggine.
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Migliora il drenaggio del terreno in giardino, ad esempio scavando delle trincee drenanti nei punti soggetti a ristagno idrico.
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Fai del monitoraggio una regola per intercettare eventuali infezioni del prato ai primi sintomi.
Se il prato ha subito danni irreversibili – cioè non tanto estetici quanto funzionali – o l’area compromessa è molto grande, va rigenerato. Con la trasemina distribuisci i semi sul prato esistente così da rinfoltirlo facendo nascere nuove piantine. Con la risemina invece lo ricostruisci da zero: dopo aver rimosso quanto resta dell’erba nell’area interessata, apporti nuovo terreno, lo concimi e lo lavori con la vanga oppure (se la superficie è ampia) con la motozappa o il motocoltivatore, infine semini.
Come prevenire le malattie fungine e i marciumi radicali del manto erboso
Una gestione attenta del prato è la miglior cura per le infezioni causate da funghi. In particolare, come abbiamo già detto, nel caso del pythium la prevenzione è praticamente l’unica arma efficace. Prevenire le malattie crittogamiche consiste in pratica nel creare un ambiente il più possibile sano per l’erba e allo stesso tempo sfavorevole per il fungo:
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Irriga correttamente: al mattino (così che l’erba abbia il tempo di asciugarsi e l’umidità non persista sulle piantine), in modo abbondante e poco frequente (con pause fino a 3-5 giorni, minimo 2).
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Concima in modo equilibrato, evitando eccessi e carenze: un prato in salute non è tanto lussureggiante quando robusto e resistente, quindi non esagerare con l’azoto e non far mancare il potassio.
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Taglia l’erba da asciutta: qui spieghiamo perché è meglio non tagliare l’erba quando è bagnata.
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Adatta l’altezza di taglio al tipo di erba (in linea di massima sui 6-7 cm) e alla stagione (in estate e inverno alza il taglio del 20-30%): un taglio troppo basso rende il prato più sensibile, tra l’altro, proprio alle malattie fungine.
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Rimuovi lo sfalcio: l’erba infetta è un serbatoio di inoculo per diffondere nuove infezioni.
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Arieggia il prato con l’arieggiatore per eliminare il feltro – in cui i funghi trovano ospitalità – e per decompattare il terreno.
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Aiuta l’erba a contrastare le malattie con trattamenti che rinforzano le sue difese.
A proposito di altezza di taglio, se l’erba del prato è molto alta, accorciala a più riprese e non più di 1/3 della sua altezza alla volta. Scegli la macchina che fa al tuo caso fra trattorino, tosaerba, decespugliatore e robot tagliaerba, e regola l’altezza di taglio corretta a seconda delle circostanze. A proposito, qui trovi un articolo che aiuta a scegliere la macchina più adatta per tagliare il prato in base alle dimensioni del giardino.
A monte della semina del prato, la prevenzione contro le malattie fungine comincia con la scelta di varietà d’erba resistenti e con una buona preparazione del suolo. Quest’ultima, grazie all’aggiunta di sostanza organica, lo rende soffice e fornisce una riserva di nutrienti, oppure grazie a sabbia o altro ammendante facilita il drenaggio dell’acqua in eccesso. Un substrato molto argilloso o comunque compattato tende infatti a creare ristagno idrico sul prato, predisponendo così un habitat ideale per i funghi.
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