Prato rustico o prato all'inglese?

Come scegliere e mantenere questi due tipi di prato

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

09/07/2019

Tempo di lettura stimato circa 4 minuti

Tutti vogliono un bel prato, ma com’è un bel prato? Certamente non rado ma fitto, non asfittico e ingiallito ma con piantine rigogliose e di un bel verde pieno, non disomogeneo ma con un aspetto uniforme.

Tra i vari tipi esistenti, il prato per antonomasia è il prato all’inglese: un tappeto erboso tutto uguale e senza un filo d’erba fuori posto, insomma perfetto. Ma siamo proprio sicuri che il prato all’inglese sia la scelta giusta? Te ne vorremmo parlare in questo articolo: continua a leggerci.

Prato rustico e prato all’inglese: descrizione e principali differenze

Il prato all’inglese nasce in climi freddi e umidi. Le specie erbacee tradizionalmente usate per ottenerlo soffrono il caldo e la carenza d’acqua, quindi sono poco compatibili con il nostro clima e, in particolare, con quello del Sud Italia. Inoltre, per mantenere intatta la sua bellezza il prato all’inglese richiede una manutenzione – irrigazione e taglio dell’erba – accurata e continuativa.

Un’alternativa “più mediterranea” è il prato di gramigna (Cynodon dactylon) o il prato in gramignone (Stenotaphrum secundatum). Sono prati di specie erbacee resistenti al calore e alla siccità che si mantengono basse e hanno quell’aspetto di un verde omogeneo tipico – appunto – di un prato all’inglese. Con il vantaggio, rispetto a quest’ultimo, di essere meno impegnativi dal punto di vista della manutenzione.

Il prato rustico, con il suo aspetto meno “da copertina” e più spontaneo, ha comunque un suo valore estetico. È fatto di erbe robuste e con radici profonde, che riescono ad assorbire la poca acqua disponibile. È un tipo di prato che si adatta anche a terreni poveri di sostanze nutritive.

A eccezione della fase post semina, in cui necessita delle stesse cure di un prato all’inglese, il prato rustico, richiede poca manutenzione, cioè irrigazioni e sfalci poco frequenti. Dunque, se non riesci a dedicare molto tempo al giardinaggio, il prato rustico è la scelta ottimale.

Insomma, la scelta fra questi 2 tipi di prato dipende non solo dal gusto, ma anche dal contesto in cui il giardino è inserito (città o campagna), dall’uso (per esempio, considera quanto il giardino è usato dai bambini come campo da gioco, le incursioni del cane etc.), dal clima locale e, non ultimo, dal tempo che hai a disposizione per la cura del verde. Quindi, una volta valutato qual è il prato che fa per te, acquista sementi di buona qualità – che siano semi di prato all’inglese, semi di gramigna o gramignone oppure semi di prato rustico – nel tuo negozio di fiducia.

Prepara il giardino alla semina con la lavorazione del terreno

Indipendentemente dal tipo di prato che decidi di seminare – all’inglese o rustico –, è necessario lavorare il terreno che lo ospiterà per rendere la terra soffice e ricca, in modo che le piantine si sviluppino e crescano al meglio.

Pulisci l’area e, se la presenza di piante infestanti è importante, prevedi un intervento di diserbo con erbicidi sistemici. Lavora il terreno con una motozappa in modo da romperne e rimescolarne lo strato superficiale. Per questa fase del lavoro puoi farti aiutare da una motozappa piccola come la MZ 2030 di Efco con una fresa da 30 cm a 4 coltelli rotanti.

Spargi del concime per prato così da arricchire il terreno e, se necessario, aggiungi degli ammendanti, ad esempio sabbia e torba se è troppo argilloso. Sempre con la motozappa piccola fai un secondo passaggio, più profondo, per amalgamare terra, concime e ammendanti. Livella la superficie per spianare i dossi e riempire gli avvallamenti, dove l’acqua dell’irrigazione ruscellerebbe insieme ai semi. Infine, rulla il terreno: puoi usare un rullo da prato a mano oppure un rullo per prato da trainare con il trattorino tagliaerba.

Al momento della semina, la quantità da distribuire per metro quadrato dipende dal tipo di semente: semi di prato all’inglese, semi di gramigna o semi per prato resistente come il rustico, per esempio. Dopo aver sparso i semi, prima rastrella e poi fai una rullatura per interrarli leggermente.

Dopo la semina inizia la cura del prato

Ora il nuovo prato va annaffiato per mantenere il terreno umido in profondità. L’irrigazione dovrà essere giornaliera per circa 3 settimane, fino alla germinazione delle piantine d’erba. In seguito, ti regolerai in base al tipo di prato e alla stagione: d’estate l’irrigazione del prato all’inglese classico deve essere quotidiana, mentre per un prato in gramignone può bastare ogni 2-3 giorni.

Attendi che il prato cresca e, non appena raggiunge i 10 cm d’altezza, procedi con il primo taglio. A seconda delle dimensioni del tuo giardino, per lo sfalcio può esserti sufficiente un tagliaerba elettrico, come il PR 40 S a spinta di Efco da 1,3 kW. Adatto per giardini fino a 550 m², è maneggevole e munito di cesto raccoglierba da 40 l.

Per estensioni maggiori, fino a 4.000 m², opta per un trattorino taglierba. In particolare, per un trattorino rider: macchina compatta e agile – per esempio lo ZEPHYR 72/13 H di Efco è largo appena 73 cm e ha un raggio di sterzata di soli 45 cm –, con cui ti destreggi velocemente tra gli alberi, le aiuole e i marciapiedi del giardino.

Il tagliaerba tradizionale o il trattorino tagliaerba saranno dei fedeli aiutanti nella manutenzione del tuo prato. L’altezza, la frequenza e il tipo di taglio, infatti, influiscono sull’aspetto e sulla salute dell’erba e vanno calibrati in base al tipo di prato e al periodo dell’anno. Ad esempio, in piena vegetazione il prato all’inglese tradizionale richiede un taglio settimanale, mentre nei mesi più caldi il prato in gramignone va sfalciato circa ogni 10-12 giorni.

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