Camino: come scegliere e posizionare la legna da ardere

Più calore, meno consumi ed emissioni

Ispirazioni / Guida all'utilizzo / How to

25/11/2022

Tempo di lettura stimato circa 5 minuti

Il legno è il combustibile più antico impiegato dall’uomo per riscaldarsi e cucinare. Anche se in tempi recenti è stato sostituito per gran parte da altri combustibili, rimane comunque molto usato sia come legna da ardere – materiale su cui si concentra questo articolo – sia come cippato, pellet e briquette.

Se la legna è ben stagionata e viene bruciata in maniera corretta, non provoca emissioni (CO2 etc.) tali da aggravare l’effetto serra e libera una quantità ridotta di polveri sottili e sostanze tossiche. Ma come si accende il camino a regola d’arte? Ne parleremo qui.

Come accendere il camino

Come si accende il fuoco nel camino (o meglio, nel caminetto)? È un gesto semplice, un piccolo rito, un’abitudine quotidiana nei mesi più freddi per chi lo ha in casa (o ha una stufa a legna). Sai che accendere il fuoco nel modo giusto è tutt’altro che banale? E che ne va della tua salute, insieme a quella del pianeta e del tuo portafoglio? Sì, perché migliora la qualità della combustione, inquinando meno e consumando meno legna, con maggior durata e minore manutenzione per il caminetto o la stufa.

Molte persone sono abituate ad accendere il camino dal basso con carta di giornale e pezzetti di legno. La tecnica migliore è invece l’accensione dall’alto, come si fa con una candela:

  • Disponi la legna a strati incrociati sul focolare del caminetto (o della stufa), mettendo in basso i pezzi più grandi e via via quelli più piccoli.

  • Non esagerare: meglio caricare poca legna per volta e inserire i ciocchi più grandi solo dopo che si è formato un letto di braci.

  • Concludi sistemando in cima dei legnetti incrociati e un accendifuoco (in commercio ne trovi di vari tipi, per esempio sotto forma di cubetti o riccioli di legno).

  • Accendi l’accendifuoco con un fiammifero.

Quando accendi il camino dall’alto la combustione è più lenta e genera meno sostanze nocive perché i fumi di combustione bruciano in modo praticamente completo. Ma non basta: è importante usare solo legna stagionata (più avanti diremo come essiccare la legna), pulita, spaccata, con pezzi di dimensioni uguali. Oltre che uniforme, la misura dei ciocchi deve essere adatta affinché lasci spazio sufficiente tra la legna e le pareti della camera di combustione. Non bruciare legno verniciato, incollato o trattato (vecchi arredi, bancali, imballaggi, cassette etc.), né carta di giornale, cartone o tetrapak.

Come scegliere la legna da ardere

Esistono legni da ardere migliori o peggiori? Con più o meno “valore energetico”? Sono domande su cui riflettere sia se ti rifornisci di legna direttamente nel bosco o in campagna, sia se la acquisti da un rivenditore. A parità di peso e umidità il potere calorifico (cioè la quantità massima di calore producibile) delle varie specie legnose è simile: le differenze sono minime e legate alla loro composizione chimica.

Si parla di legni duri e dolci: tra i primi si contano ad esempio il faggio, il frassino, il noce, la quercia, l’olivo, ma anche il legno degli alberi da frutto. Tra i secondi le conifere (come abete, pino, larice), il pioppo e il salice. La loro differenza non sta nel potere calorifico ma nella densità del legno. Se un pezzo di faggio (legno duro) ti sembra riscaldare più di un identico pezzo di abete (legno dolce) non è perché ha un potere calorifero maggiore, ma perché è un legno più denso. Quindi avendo più “sostanza” – a parità di volume infatti è più pesante – brucia più lentamente.

Un’altra domanda per niente scontata: raccogliere legna da ardere impoverisce l’ecosistema? Al contrario, se fatto con criterio aiuta le piante a rinnovarsi e a mantenersi sane, tanto nei boschi quanto in campagna, dove puoi ricavare legna dalla pulizia degli argini dei corsi d’acqua, dalla manutenzione di siepi campestri, dalla potatura di frutteti, vigne e oliveti. Quando fai legna in quantità, nel bosco come in campagna la motocarriola è un aiuto insostituibile.

Naturalmente anche il verde del tuo giardino è una risorsa di legna da ardere. Sul tema dei residui e dei rifiuti legnosi, ecco come smaltire potature e ramaglie.

Come seccare la legna da ardere

La legna fresca, appena tagliata con la motosega o il potatore, contiene circa il 50% d’acqua rispetto al suo peso: non va usata subito ma essiccata finché non raggiunge un contenuto idrico inferiore al 20%, ottimale per fare fuoco. La legna umida ha un potere calorifico più basso – quindi scalda meno – e produce più inquinanti (li vedi nella quantità di fuliggine che si deposita nel caminetto o nella stufa e lungo la canna fumaria).

Quindi come fare se la legna è umida? Accatastala e lasciala stagionare all’aria per tutto il tempo necessario (9-12 mesi per i legni dolci, 1-2 anni per i legni duri):

  • Taglia e pota nel periodo giusto, in linea di massima quando – d’inverno – la quantità di linfa nei tessuti di alberi e arbusti è minima.

  • Riduci la legna nella misura ottimale per la catasta e il successivo uso.

  • Colloca la catasta di legna in un luogo ben esposto al sole e arieggiato (quindi non al chiuso).

  • Tienila sollevata dal suolo e distante dai muri almeno una decina di centimetri.

  • Copri la catasta in modo che sia protetta da pioggia, neve, etc. ma lasciando circolare liberamente l’aria su tutti i lati.

Un ultimo consiglio: porta la legna da bruciare in casa, o comunque in un ambiente riscaldato, almeno un giorno prima di usarla.

Sai già come tagliare la legna per il camino? Come abbiamo detto, brucia meglio se è spaccata quindi dai un occhio a come tagliare il legno da soli. Anche in questo caso la motosega è indispensabile, insieme ad ascia, cunei e mazza, e all’equipaggiamento appropriato: pantaloni, guanti e calzature antitaglio; visiera o occhiali protettivi; cuffie antirumore o tappi. Quando poti è opportuno usare anche la giacca antitaglio e il casco protettivo.

Hai deciso di fare approvvigionamento di legna in autonomia? Ecco i nostri consigli per valutare quale motosega fa per te, per usarla al meglio e, se è un modello a scoppio, per prendertene cura a partire dalla scelta di olio e benzina per la miscela.

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