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Giovanni Ugo

Campione Italiano di Tree Climbing

Fondatore di Dendrotec (www.dendrotec.it), società specializzata nella gestione degli alberi, in particolare per quanto riguarda analisi di stabilità, dendrocronologia, ispezioni radicali e trapianti di grandi piante (almeno 50 cm di diametro e 20 m di altezza), Giovanni Ugo è il campione italiano in carica di Tree Climbing. Una passione nata 15 anni fa e che si è presto trasformata in un lavoro a tempo pieno.
 
Quando e dove nasce il Tree Climbing?
 
Premesso che da sempre i bambini amano salire sugli alberi per gioco, il Tree Climbing, nella sua accezione professionale, nasce negli Stati Uniti all’inizio del Novecento. In Italia, questa tecnica ha fatto la sua apparizione intorno al 1980. Personalmente, mi sono avvicinato al Tree Climbing circa 15 anni fa: inizialmente la mia era una semplice passione. Poi ho capito che questa passione poteva evolversi in professione: e, infatti, oggi mi dedico esclusivamente alla manutenzione di alberi tramite attività di Tree Climbing. In Italia, al momento sono circa 700 gli adepti al Tree Climbing: un numero in crescita, se pensiamo che la sola Scuola Agraria di Monza, ogni anno organizza 10 corsi da 12 iscritti l’uno. Per promuovere la cultura del Tree Climbing, inoltre, ogni anno, a novembre, la SIA - Società Italiana di Arboricoltura - organizza un Arbor Day.
 
Prima accennava al free climbing: quali sono elementi comuni e differenze tra il Tree Climbing e questa tecnica?
 
Con l’arrampicata libera, il Tree Climbing condivide l’utilizzo delle corde, per muoversi in sicurezza: per il resto le due attività non sono paragonabili. Per quanto possa sembrare sorprendente, il Tree Climbing è più difficoltoso del Free Climbing: questo perché comporta il fatto di muoversi lungo tre direttrici (verso l’alto, lateralmente, in profondità) contro le due dell’arrampicata.
 
Qual è il profilo del perfetto Tree Climber e che cosa è necessario, in termini di attrezzatura, per fare questa attività?
 
Su questo punto bisogna essere chiari: l’attività del Tree Climbing è impegnativa e richiede quindi una formazione specifica. La normativa vigente in materia prevede che per svolgere questa attività sia necessario partecipare a specifici corsi, che prevedono lezioni teoriche - su tematiche che spaziano dalla sicurezza alle tecniche e ai movimenti, passando per i materiali - e 25 ore di pratica. Al termine del corso è previsto un esame finale, al cui superamento è subordinata l’acquisizione della qualifica di Tree Climber.
Esiste anche una certificazione volontaria, nota come ETW - European Tree Worker - e riconosciuta a livello europeo, che definisce uno standard di qualità ed è di sicuro aiuto nel trovare contatti lavorativi in tutto il continente. A breve sarà riconosciuta anche a livello mondiale. Per maggiori informazioni, consiglio di visitare il sito www.isaitalia.org.
Per quanto riguarda le attrezzature necessarie, è sufficiente dotarsi di casco protettivo, corde, moschettoni, imbragatura e nodi di frizione nonché di strumenti per eseguire la manutenzione degli alberi, dalle aste con segaccio alle piccole motoseghe a motore, usate per interventi di potatura.
 
Perché intervenire su un albero in Tree Climbing e non, invece, avvalersi di un cestello?
 
Rispetto al cestello, l’attività di Tree Climbing offre alcuni importanti vantaggi. Innanzitutto, non ci sono limiti di altezza e la posizione della pianta non costituisce un ostacolo: è infatti possibile lavorare su piante alte anche più di 50 m situate in giardini in cui l’accesso ai veicoli sarebbe difficoltoso o addirittura impossibile. Inoltre, il Tree Climbing è meno invasivo e più rispettoso dell’albero. Non dimentichiamo infatti che i mezzi dotati di cestello, con il loro peso, compattano il terreno vicino alle radici delle piante, con il rischio di provocarne l’asfissia. Il Tree Climbing, poi, permette di lavorare all’interno della chioma e non soltanto all’esterno come nel caso dell’operatore su cestello: ciò consente di eseguire i lavori con la massima precisione, senza danneggiare l’albero.
 
Ci può descrivere l’attività di Tree Climbing?
 
Il primo step consiste nel lancio - che può essere effettuato manualmente oppure tramite fionde o balestre - di un sacchettino, detto tecnicamente sagolino, attaccato ad un cordino, al di sopra di una forcella di diametro sufficientemente grande per servire da ancoraggio. Al cordino da lancio viene legata la corda di risalita.
La tecnica di risalita più frequente è quella della corda doppia, la cui anima è rappresentata dai nodi di frizione, usati oltre che sulla corda di lavoro come bloccanti delle longe. Si tratta di una tecnica specifica per i lavori di arboricoltura elaborata negli anni ed ormai utilizzata in tutto il mondo. Una tecnica alternativa è quella della corda singola, derivante dalla tecnica speleo, che prevede generalmente l’utilizzo di un bloccante ventrale e di un altro a forma di maniglia, che crea una sorta di pedale per il piede, entrambi collegati all’anello centrale dell’imbragatura: è sufficiente esercitare una spinta sul pedale perché il bloccante ventrale risalga la corda.
Indipendentemente dalla tecnica di risalita adottata, una volta raggiunto il punto più alto dell’albero, l’operatore deve installare la falsa forcella e la corda principale. La falsa forcella è fondamentale non soltanto perché protegge dallo sfregamento la corteccia dell’albero ma anche perché preserva la corda, riducendo l’attrito sull’ancoraggio e facilitando quindi i movimenti in pianta.
Se c’è la necessità di raggiungere in sicurezza le parti più esterne della chioma oppure di passare da un tronco all’altro di un grosso albero (o anche da una pianta all’altra), la tecnica ideale è rappresentata dalla doppia via: il capo libero della fune viene utilizzato insieme alle longe come ancoraggio.
 
Quali sono le maggiori difficoltà legate all’utilizzo di motoseghe da potature per un Tree Climber?
 
Indubbiamente, fattori di difficoltà sono rappresentati dal peso della macchina che si utilizza e dalla posizione dell’operatore, non sempre il massimo della comodità. Comunque, grazie all’utilizzo delle longe (seconda corda di sicurezza), si può ovviare al problema della postura. Cosa importante, il Tree Climber deve sempre essere molto cauto e, soprattutto, non deve mai dimenticarsi di utilizzare i dispositivi di protezione individuale mentre usa la motosega.
 
A parte la sua attività in Dendrotec, quali sono i suoi impegni da Tree Climber?
 
Alla fine di luglio, in veste di campione italiano di Tree Climbing in carica sono stato impegnato a difendere i colori italiani ai Campionati Mondiali che si sono svolti negli Usa.
Che cosa si intende per Tree Climbing?
 
Il Tree Climbing - letteralmente, arrampicata sugli alberi - è una tecnica che consiste nel salire in sicurezza sugli alberi e nel muoversi all’interno della loro chioma. È un’attività che mutua le sue tecniche dall’arrampicata in parete e anche dalla navigazione, in particolare per quanto riguarda l’impiego di corde e nodi. Può avere una natura puramente ludica oppure, più frequentemente, essere legata alla manutenzione degli alberi: il Tree Climbing, infatti, è l’ideale per eseguire controlli di stabilità in quota, attività di consolidamento, potature, abbattimenti o anche per installare parafulmini.
 
 
 
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